Approfondimenti tecnici, case history e aggiornamenti dedicati all’isolamento termico in edilizia, con focus su riqualificazione energetica, ponti termici, comfort abitativo e soluzioni a basso spessore per edifici residenziali, commerciali e condomini. Soluzioni per l’umidità di risalità e per la muffa.

Efficienza energetica negli hotel: quali interventi conviene valutare oggi

Efficienza energetica negli hotel: quali interventi conviene valutare oggi

Riassunto: Migliorare l’efficienza energetica hotel significa ridurre i consumi, aumentare il comfort degli ospiti e valorizzare la struttura nel tempo. Oggi, grazie alle opportunità offerte dal Conto Termico 3.0 e a un approccio progettuale sempre più orientato alla riqualificazione dell’involucro edilizio, gli hotel possono pianificare interventi in grado di coniugare prestazioni energetiche, sostenibilità economica e qualità degli ambienti. Comprendere quali siano le priorità di intervento rappresenta il primo passo per investire in modo consapevole.

Indice

  • Perché l’efficienza energetica è diventata una priorità per gli hotel
  • L’efficienza energetica è anche una scelta economica
  • Da dove dipendono realmente i consumi di una struttura ricettiva
  • Perché l’involucro edilizio è il primo elemento da analizzare
  • Conto Termico 3.0: una nuova opportunità per gli hotel
  • Come scegliere la strategia di riqualificazione più adatta
  • Quando le soluzioni a basso spessore possono rappresentare una scelta progettuale
  • FAQ
Hotel durante un intervento di riqualificazione per migliorare l'efficienza energetica dell'edificio.

La riqualificazione energetica dell’involucro edilizio rappresenta uno dei principali interventi da valutare per migliorare l’efficienza energetica di un hotel.

Perché oggi l’efficienza energetica è diventata una priorità per gli hotel

Negli ultimi anni il tema dell’efficienza energetica degli hotel ha assunto un ruolo sempre più importante nella gestione delle strutture ricettive.

L’aumento dei costi energetici, la necessità di mantenere elevati standard di comfort e la crescente attenzione verso la qualità degli edifici stanno spingendo molti proprietari a programmare interventi di riqualificazione energetica non più come semplici opere di manutenzione, ma come investimenti strategici.

Un hotel è infatti un edificio energivoro per definizione. Riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione e trattamento dell’aria devono garantire condizioni di comfort costanti durante tutto l’anno, spesso con impianti in funzione ventiquattro ore su ventiquattro.

Quando l’edificio disperde energia attraverso pareti, coperture, serramenti o ponti termici, gli impianti sono costretti a lavorare più intensamente per mantenere le condizioni interne desiderate. Il risultato è un aumento dei consumi, dei costi di gestione e dell’usura degli impianti stessi.

L’efficienza energetica di un hotel, tuttavia, non riguarda esclusivamente il risparmio economico.

Una struttura energeticamente efficiente può contribuire a offrire ambienti più confortevoli, temperature più uniformi tra le diverse camere, una minore presenza di superfici fredde e una migliore qualità degli spazi destinati agli ospiti.

Per questo motivo la riqualificazione energetica dovrebbe essere affrontata come un progetto complessivo, nel quale edificio, impianti e modalità di gestione vengono considerati come parti di un unico sistema.

💡 Lo sapevi?

Il comfort percepito dagli ospiti dipende anche dall’involucro edilizio

La temperatura impostata sul termostato non è l’unico elemento che determina il comfort di una camera d’albergo.

Pareti fredde, ponti termici o superfici soggette a condensa possono influire sulla qualità percepita degli ambienti anche quando la temperatura dell’aria risulta corretta.

Per questo motivo il miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio rappresenta un aspetto importante nella progettazione degli interventi di riqualificazione energetica.

L’efficienza energetica è anche una scelta economica

Ogni intervento di riqualificazione comporta un investimento.

Per una struttura ricettiva, tuttavia, il costo iniziale non dovrebbe rappresentare l’unico elemento di valutazione.

È altrettanto importante considerare i benefici che l’intervento può generare durante la vita utile dell’edificio.

Ridurre il fabbisogno energetico significa innanzitutto contenere i consumi legati al riscaldamento e al raffrescamento, ma i vantaggi possono estendersi anche ad altri aspetti della gestione alberghiera.

Una riqualificazione energetica ben progettata può contribuire a:

  • ridurre il tempo di funzionamento degli impianti di climatizzazione;
  • migliorare la stabilità della temperatura nelle camere e negli spazi comuni;
  • limitare il rischio di condensa e muffa sulle superfici più fredde;
  • preservare nel tempo le prestazioni dell’edificio;
  • valorizzare il patrimonio immobiliare.

A questi elementi si aggiunge oggi la possibilità di accedere a strumenti di incentivazione dedicati all’efficienza energetica, che possono rendere ancora più interessante la pianificazione degli interventi.

Per questo motivo è consigliabile valutare ogni progetto nel suo complesso, considerando contemporaneamente edificio, impianti, incentivi disponibili e obiettivi della struttura ricettiva.

Da cosa dipendono realmente i consumi di un hotel?

Quando si analizzano i consumi energetici di una struttura ricettiva è naturale concentrarsi sugli impianti.

Generatori di calore, pompe di calore, sistemi di climatizzazione e regolazione rappresentano certamente elementi fondamentali.

Esiste però un altro fattore che influenza direttamente il fabbisogno energetico dell’edificio: l’involucro edilizio (come mostrato nella figura sottostante)

Infografica sulle principali dispersioni energetiche di un hotel attraverso pareti, copertura, serramenti e porte.

Pareti, coperture, serramenti e porte sono tra i principali elementi da analizzare per migliorare l’efficienza energetica di un hotel.

L’energia prodotta dagli impianti deve infatti essere trattenuta all’interno dell’hotel.

Se pareti, coperture, serramenti o nodi costruttivi presentano elevate dispersioni termiche, una parte significativa dell’energia utilizzata per riscaldare o raffrescare gli ambienti viene inevitabilmente dispersa verso l’esterno.

Le criticità più frequenti riguardano:

  • pareti perimetrali;
  • coperture;
  • solai verso locali non climatizzati;
  • serramenti;
  • balconi e pilastri;
  • ponti termici nei principali nodi costruttivi.

Queste condizioni possono determinare non solo consumi energetici più elevati, ma anche una distribuzione meno uniforme della temperatura interna e, in alcune situazioni, favorire fenomeni di condensa superficiale e muffa.

Per un hotel questo significa intervenire non solo sull’efficienza dell’edificio, ma anche sulla qualità degli ambienti destinati agli ospiti.

Perché l’involucro edilizio è il primo elemento da analizzare per l’efficienza energetica di un hotel

Quando si pianifica un intervento di riqualificazione energetica è frequente chiedersi quale tecnologia adottare o quale impianto installare.

Prima ancora di scegliere una soluzione tecnica, è però utile comprendere come si comporta l’edificio.

L’analisi dell’involucro consente infatti di individuare le principali dispersioni energetiche e di definire le priorità di intervento.

Tecnico esegue una diagnosi termografica con termocamera per individuare le dispersioni energetiche dell'involucro di un hotel.

La termografia consente di individuare dispersioni termiche, ponti termici e criticità dell’involucro edilizio prima di progettare gli interventi di riqualificazione energetica.

Questo approccio permette di progettare la riqualificazione con una visione complessiva, evitando di valutare edificio e impianti come elementi separati.

Ridurre le dispersioni dell’involucro significa creare condizioni favorevoli affinché anche gli impianti possano operare in modo più efficiente.

Per questo motivo, nella progettazione volta all’efficienza energetica di un hotel energetica, il miglioramento delle prestazioni dell’involucro rappresenta spesso uno dei primi aspetti da prendere in considerazione.

Oggi questo approccio assume un valore ancora maggiore grazie agli strumenti di incentivazione disponibili per il settore ricettivo.

Tra questi, il Conto Termico 3.0 introduce importanti novità che possono influenzare il modo di pianificare gli investimenti nelle strutture alberghiere.

Conto Termico 3.0: un’opportunità per programmare la riqualificazione energetica degli hotel

Negli ultimi anni gli strumenti di incentivazione hanno assunto un ruolo sempre più importante nella pianificazione degli interventi di riqualificazione energetica.

Tra le novità più interessanti per il settore ricettivo vi è il Conto Termico 3.0, che amplia le possibilità di accesso agli incentivi anche per gli interventi sull’involucro edilizio delle strutture private.

Per i proprietari di hotel questo rappresenta un cambiamento significativo.

Se fino a pochi anni fa l’attenzione era rivolta soprattutto agli impianti, oggi è possibile programmare interventi che interessano anche pareti, coperture, serramenti e altre superfici disperdenti, secondo le modalità e i requisiti previsti dalla normativa.

L’aspetto più interessante non è rappresentato soltanto dall’incentivo economico.

Il Conto Termico 3.0 contribuisce infatti a promuovere un approccio progettuale più completo, nel quale edificio e impianti vengono considerati come un unico sistema da ottimizzare.

Per una struttura ricettiva questo significa poter pianificare gli investimenti con una visione di lungo periodo, valutando contemporaneamente:

  • riduzione dei consumi energetici;
  • miglioramento del comfort interno;
  • valorizzazione dell’immobile;
  • accesso agli incentivi disponibili;
  • sostenibilità economica dell’intervento.

📌 Aspetto da considerare

Gli incentivi non sostituiscono il progetto

La disponibilità di un incentivo rappresenta un’opportunità, ma non dovrebbe mai determinare da sola la scelta degli interventi.

Ogni edificio presenta caratteristiche differenti e richiede una valutazione tecnica specifica.

L’approccio più efficace consiste nell’individuare prima le reali criticità dell’immobile e verificare successivamente quali interventi possano beneficiare delle agevolazioni disponibili.

Come scegliere la strategia di riqualificazione più adatta

Una delle domande più frequenti riguarda la scelta della tecnologia da utilizzare.

In realtà la domanda da porsi dovrebbe essere diversa:

Qual è la soluzione più adatta a questo edificio?

Ogni hotel è diverso.

Cambiano l’anno di costruzione, la tipologia delle murature, le modalità di utilizzo degli ambienti, la presenza di vincoli architettonici, gli obiettivi della proprietà e il budget disponibile.

Per questo motivo la progettazione dovrebbe partire da una valutazione complessiva che tenga conto di diversi aspetti.

Tra i principali:

  • caratteristiche dell’involucro edilizio;
  • presenza di ponti termici;
  • condizioni delle superfici esistenti;
  • prestazioni energetiche richieste;
  • tempi di esecuzione dei lavori;
  • possibilità di mantenere operativa la struttura durante gli interventi;
  • incentivi disponibili.

Solo dopo questa fase è possibile individuare la tecnologia più coerente con gli obiettivi del progetto.

L’efficienza energetica non dipende infatti da un singolo materiale, ma dall’equilibrio tra edificio, impianti e qualità della progettazione.

💡 Lo sapevi?

Ogni hotel richiede una strategia diversa

Due strutture ricettive costruite nello stesso periodo possono presentare esigenze completamente differenti.

Esposizione, materiali costruttivi, destinazione degli ambienti, modalità di gestione e stato di conservazione dell’edificio influenzano direttamente la scelta degli interventi di riqualificazione energetica.

Per questo motivo non esistono soluzioni standard valide per qualsiasi edificio.

Quando le soluzioni a basso spessore possono rappresentare una scelta progettuale

La riqualificazione energetica di un hotel non comporta necessariamente lo stesso tipo di intervento per tutti gli edifici.

In alcuni progetti lo spazio disponibile rappresenta un elemento da valutare con attenzione, così come la necessità di preservare determinate caratteristiche architettoniche o di limitare l’impatto dei lavori sull’attività ricettiva.

In questi contesti in particolare sono da considerare i sistemi di isolamento termico a basso spessore, quando risultano coerenti con gli obiettivi del progetto e con le caratteristiche dell’edificio.

Savenergy.it supporta progettisti, imprese e proprietari di strutture ricettive nella scelta delle tecnologie più adatte ai diversi contesti applicativi.

 La gamma Manti Ceramic è stata sviluppata per applicazioni nelle quali il contenimento degli spessori rappresenta uno dei requisiti progettuali da considerare.

Manti Ceramic, prodotto disponibile in più versioni, tutte certificate in conformità al nuovo Regolamento Europeo, vanta più di 8.500 applicazioni in Italia e oltre 12.000 in Europa.

I principali vantaggi

Principali vantaggi di un isolamento termico come Manti Ceramic: basso spessore, applicazione interna ed esterna, interventi programmabili per fasi e accesso agli incentivi.

  • isolamento continuo di pochi millimetri (1-10 mm);
  • applicazione sia all’esterno che all’interno;
  • possibilità di programmare gli interventi per fasi;
  • ridotto impatto su balconi, davanzali, cornici e altri elementi architettonici;
  • applicazione anche su superfici complesse;
  • tempi di intervento più rapidi rispetto a molte soluzioni tradizionali.

E’ bene sottolineare come le soluzioni di isolamento termico a basso spessore, come Manti Ceramic, a fronte di un costo più alto della materia prima, permettano un’applicazione molto più veloce e senza opere accessorie. L’intervento complessivo quindi, oltre ad offrire molti vantaggi. non presenta un costo superiore a quello di un cappotto tradizionale.

Conclusioni

L’efficienza energetica hotel rappresenta oggi uno dei principali temi da affrontare nella gestione e nella riqualificazione delle strutture ricettive.

Ridurre i consumi, migliorare il comfort degli ospiti e valorizzare l’immobile sono obiettivi che richiedono una progettazione attenta e una visione complessiva dell’edificio.

Le opportunità offerte dal Conto Termico 3.0 rendono ancora più interessante programmare interventi che coinvolgano l’involucro edilizio oltre agli impianti, favorendo una riqualificazione energetica più efficace e orientata al lungo periodo.

Ogni edificio, tuttavia, presenta caratteristiche specifiche.

Per questo motivo la scelta degli interventi dovrebbe sempre partire da una valutazione tecnica che consenta di individuare le priorità del progetto e le tecnologie più adatte al contesto applicativo.

FAQ – efficienza energetica hotel

Qual è il primo passo per migliorare l’efficienza energetica di un hotel?

È consigliabile partire da un’analisi dell’edificio per individuare le principali dispersioni energetiche e definire una strategia di riqualificazione coerente con le caratteristiche della struttura.

Il Conto Termico 3.0 può essere utilizzato anche dagli hotel?

Sì. Il Conto Termico 3.0 prevede importanti novità anche per le strutture ricettive private, estendendo gli incentivi a specifici interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

Perché l’involucro edilizio è così importante nel determinare l’efficienza energetica di un hotel?

L’involucro influenza direttamente il fabbisogno energetico dell’edificio. Migliorarne le prestazioni significa creare condizioni favorevoli per aumentare l’efficienza complessiva della struttura e il comfort degli ambienti.

Quando può essere utile valutare una soluzione a basso spessore come Manti Ceramic?

Può rappresentare una scelta progettuale interessante quando il progetto richiede di contenere gli spessori disponibili, preservare determinate caratteristiche dell’edificio (per esempio l’estetica degli edifici storici9 o intervenire su superfici con esigenze specifiche. La scelta deve sempre derivare da una valutazione tecnica complessiva.

Contatta Savenergy.it

Ogni hotel presenta esigenze diverse e richiede un approccio progettuale specifico.

Se desideri valutare un intervento di riqualificazione energetica o approfondire le soluzioni disponibili per migliorare le prestazioni dell’involucro edilizio, il team di Savenergy.it è a disposizione per supportarti nella definizione della strategia più adatta.

📧 contatti@savenergy.it

Per approfondimenti tecnici, applicazioni pratiche e aggiornamenti sul tema dell’isolamento termico e della riqualificazione energetica, visita anche il canale YouTube di Savenergy.it.

Preventivo cappotto termico: perché il costo al mq non racconta tutta la verità

Preventivo cappotto termico: quanto costa davvero un intervento completo?

Riassunto: Quando si richiede un preventivo cappotto termico, il confronto tra un cappotto tradizionale e una soluzione nanotecnologica a basso spessore viene spesso fatto considerando soltanto il prezzo del materiale. In realtà il costo finale di un intervento dipende da numerose voci: manodopera, tempi di posa, lavorazioni accessorie, gestione dei dettagli costruttivi, ponteggi e finiture.

Per questo motivo un sistema apparentemente più economico può trasformarsi in un investimento più oneroso una volta completato il cantiere.

Indice

  • Come si calcola realmente il costo di un cappotto termico
  • Perché il prezzo del materiale può essere fuorviante
  • Il peso della manodopera nel costo finale
  • Quando un isolante a basso spessore può risultare vantaggioso
  • Un esempio pratico di confronto economico
  • Come richiedere un preventivo corretto

Come si calcola realmente il costo di un cappotto termico

Quando si richiede un preventivo per cappotto termico, il prezzo al metro quadrato del pannello isolante rappresenta soltanto una parte dell’investimento.

Per valutare correttamente un intervento occorre considerare:

  • materiale isolante;
  • collanti e rasanti;
  • reti di armatura;
  • finiture;
  • manodopera;
  • ponteggi;
  • gestione dei dettagli costruttivi;
  • eventuali opere complementari;
  • tempi di esecuzione.

In molti casi il costo della posa può incidere in maniera significativa sul costo complessivo dell’intervento, soprattutto quando si lavora su edifici esistenti con numerosi elementi architettonici da gestire.

Oltre ai pannelli isolanti, un cappotto tradizionale richiede numerose lavorazioni accessorie che incidono sul preventivo finale. Tra queste troviamo la modifica dei davanzali, l’adattamento delle spallette, lo spostamento dei pluviali, il montaggio dei ponteggi e diverse opere accessorie che aumentano tempi di posa e costo della manodopera.

Perché il prezzo del materiale può essere fuorviante

Uno degli errori più frequenti consiste nel confrontare esclusivamente il prezzo di acquisto dell’isolante.

Un pannello tradizionale può avere un costo iniziale inferiore rispetto a una soluzione nanotecnologica a basso spessore come Manti Ceramic. Tuttavia il materiale rappresenta solo una delle componenti del costo finale.

Quando aumentano gli spessori entrano infatti in gioco ulteriori lavorazioni:

  • adeguamento di soglie e davanzali;
  • modifica di imbotti e serramenti;
  • gestione di balconi e parapetti;
  • raccordi con impianti e pluviali;
  • correzione di elementi architettonici esistenti.

 

Lavorazioni accessorie che incidono sul preventivo cappotto termico: pluviali, davanzali, ringhiere e attacchi degli infissi

Pluviali, davanzali, ringhiere e infissi sono tra gli elementi che possono aumentare il costo di un cappotto termico tradizionale a causa delle modifiche necessarie per gestire gli spessori isolanti. Queste lavorazioni sono totalmente assenti se si utilizza un isolante termico a basso spessore come Manti Ceramic

Queste attività richiedono tempo, personale specializzato e costi aggiuntivi che raramente emergono nel semplice confronto tra i prezzi dei materiali.

Perché il costo della manodopera incide così tanto

Il costo della manodopera rappresenta una delle voci più importanti nel preventivo di un cappotto termico. Le lavorazioni legate a spallette, davanzali, pluviali e opere accessorie possono aumentare sensibilmente il costo finale dell’intervento, soprattutto negli edifici esistenti.

Maggiore è la complessità della posa, maggiore sarà il tempo necessario per completare l’intervento.

Le soluzioni a basso spessore risultano particolarmente interessanti quando:

  • lo spazio disponibile è limitato;
  • non è possibile aumentare significativamente gli spessori;
  • occorre intervenire su dettagli costruttivi complessi;
  • si vogliono limitare lavorazioni accessorie;
  • si desidera ridurre l’impatto sulle parti esistenti dell’edificio.

In questi contesti il costo iniziale del materiale può essere compensato da una riduzione delle lavorazioni complementari e dei tempi di cantiere.

I costi nascosti di un cappotto termico

Oltre ai pannelli isolanti, un cappotto tradizionale richiede numerose lavorazioni accessorie che incidono sul preventivo finale. Tra queste troviamo la modifica dei davanzali, l’adattamento delle spallette, lo spostamento dei pluviali, il montaggio dei ponteggi e diverse opere accessorie che aumentano tempi di posa e costo della manodopera.

Preventivo cappotto termico: confronto dei costi di manodopera tra cappotto tradizionale e microcappotto Manti Ceramic

Confronto delle principali lavorazioni e dei costi di manodopera tra un cappotto termico tradizionale a pannelli e un intervento con microcappotto Manti Ceramic a basso spessore. Dati ricavati da 15 interventi reali eseguiti in Italia.

 

I dati riportati nella tabella sono stati ottenuti confrontando computi metrici relativi a interventi reali eseguiti in Italia tra il 2023 e il 2026.

Quando un nanocappotto termico può risultare vantaggioso

Le soluzioni nanotecnologiche a basso spessore vengono spesso utilizzate in interventi dove un cappotto tradizionale presenta criticità tecniche o economiche.

Alcuni esempi sono:

  • edifici con vincoli architettonici;
  • riqualificazioni di facciate esistenti;
  • interventi su balconi e sottobalconi;
  • vani scala;
  • pilastri e travi soggetti a ponti termici;
  • edifici nei quali ogni centimetro disponibile ha valore.

In questi casi il confronto corretto non deve essere effettuato sul semplice prezzo del prodotto ma sul costo complessivo dell’opera finita.

Un esempio pratico di confronto economico: preventivo di un cappotto termico tradizionale vs Manti Ceramic

 

Risparmio di 50-70 euro al mq sulla manodopera con Manti Ceramic rispetto a un cappotto termico tradizionale

La riduzione delle lavorazioni accessorie può contribuire a ridurre i costi di manodopera e ad allineare il costo finale dell’intervento rispetto a soluzioni tradizionali apparentemente meno costose.

Immaginiamo due soluzioni applicate sulla stessa facciata.

Soluzione A – Cappotto tradizionale

Costo materiale inferiore.

Tuttavia possono essere necessari:

  • maggiori lavorazioni preparatorie;
  • interventi su soglie e davanzali;
  • modifiche ad elementi esistenti;
  • tempi di posa più lunghi;
  • costi indiretti legati alla gestione del cantiere.

Soluzione B – Manti Ceramic a basso spessore

Costo del materiale più elevato.

Tuttavia si riducono:

  • lavorazioni accessorie;
  • tempi di installazione;
  • interventi su elementi esistenti;
  • complessità esecutive;
  • costi indiretti di cantiere.

Per questo motivo il costo finale dei due interventi può risultare molto più vicino di quanto sembri osservando esclusivamente il prezzo al metro quadrato del materiale.

Come richiedere un preventivo corretto per un cappotto termico

Un preventivo per un cappotto termico dovrebbe sempre includere:

  • costo dei materiali;
  • costo della posa;
  • eventuali ponteggi;
  • preparazione delle superfici;
  • finiture;
  • opere accessorie;
  • tempistiche di esecuzione.

Solo una valutazione completa consente di confrontare correttamente soluzioni differenti e scegliere quella più adatta alle caratteristiche dell’edificio.

Per edifici con vincoli dimensionali, ponti termici localizzati o necessità di limitare gli spessori, è sicuramente utile richiedere una valutazione specifica delle soluzioni nanotecnologiche a basso spessore (che oltretutto offrono numerosi altri vantaggi; Manti Ceramic è resistente, traspirante, anti muffa, ignifugo certificato classe A2, certificato EPD, atossico con VOC: 0,43 gr/lt)

FAQ – preventivo cappotto termico

Quanto costa un cappotto termico al mq?

Dipende dal sistema scelto, dalle condizioni della facciata, dalla manodopera necessaria e dalle lavorazioni accessorie. Il solo costo del materiale non è sufficiente per definire il costo reale dell’intervento.

Quali costi incidono maggiormente?

I costi che incidono maggiormente sono quelli della manodopera per un cappotto tradizionale, molto bassi invece in un isolante come Manti Ceramic.

Manti Ceramic richiede opere accessorie?

No, con Manti Ceramic ogni parte dell’involucro (se si parla di cappotto esterno) può essere isolata in modo continuo, dalle facciate ai ponti termici (lo stesso discorso vale se il prodotto viene applicato all’interno)

Perché il prezzo del cappotto tradizionale sembra più basso?

Spesso viene confrontato esclusivamente il costo del pannello isolante, senza considerare posa, finiture e lavorazioni complementari.

Un isolante nanotecnologico costa sempre di più?

Il costo del materiale può essere superiore, ma il costo complessivo dell’intervento deve considerare anche tempi di posa e lavorazioni accessorie.

In ultima analisi, il costo totale di un cappotto tradizionale è simile a quello di un isolamento termico nanotecnologico a basso spessore (ma il cappotto tradizionale spesso non presenta tutti i vantaggi di un nanotecnologico come Manti Ceramic)

Quando conviene una soluzione a basso spessore?

Quando lo spazio è limitato, sono presenti dettagli costruttivi complessi o si vuole ridurre l’impatto delle opere complementari.

Come ottenere un preventivo preciso?

È consigliabile effettuare un sopralluogo tecnico e analizzare le caratteristiche specifiche dell’edificio.

Contatta Savenergy.it

Se desideri un preventivo per un cappotto termico nanotecnologico come Manti Ceramic, Savenergy.it può supportare progettisti, imprese e committenti nella scelta della soluzione più adatta al contesto applicativo (Manti Ceramic Alta Densità o Manti Ceramic Media Densità).

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Ing. Elena Galeotti
16 giugno 2026

Conducibilità termica certificata: perché prezzo e documenti tecnici contano nella scelta di un isolante nanotecnologico

Conducibilità termica certificata: perché prezzo e documenti tecnici contano nella scelta di un isolante nanotecnologico

Riassunto iniziale

La conducibilità termica certificata è uno dei primi elementi da verificare quando si sceglie un isolante termico nanotecnologico per edilizia. Un prezzo molto basso può essere un segnale da valutare con attenzione, perché nei prodotti ad alta tecnologia qualità delle materie prime, ricerca, test di laboratorio e documentazione tecnica incidono sul valore reale del prodotto. Per questo Savenergy.it consiglia di controllare non solo il costo al metro quadrato o al millimetro di spessore, ma anche la presenza di certificazioni rilasciate da enti terzi accreditati e la corretta disponibilità della documentazione prevista dal nuovo Regolamento UE 2024/3110 sui prodotti da costruzione. Entrambe le versioni Alta e Media Densità Manti Ceramic sono state certificate dal TÜV.

Applicazione di Manti Ceramic Media Densità su parete con rullo per isolamento termico nanotecnologico a basso spessore.

Applicazione di Manti Ceramic Media Densità su parete: isolamento termico nanotecnologico a basso spessore per interni ed esterni, certificato da Ente terzo accredito in conformità al regolamento Europeo 3110/2024

Indice sintetico

  1. Perché il prezzo può indicare la qualità di un isolante nanotecnologico
  2. Che cosa significa conducibilità termica certificata
  3. Perché la certificazione deve arrivare da enti terzi accreditati
  4. Regolamento UE 2024/3110 e DoPC: cosa cambia per i prodotti da costruzione
  5. Come valutare un isolante nanotecnologico prima dell’acquisto
  6. Manti Ceramic: basso spessore, documentazione tecnica e applicazioni in edilizia
  7. Errori da evitare nella scelta del prodotto
  8. FAQ

Perché il prezzo può indicare la qualità di un isolante nanotecnologico

Gli isolanti termici nanotecnologici non sono tutti uguali. In edilizia, soprattutto quando si parla di rivestimenti a basso spessore, la differenza tra un prodotto tecnico e una semplice pittura additivata può essere significativa.

Il prezzo non deve essere considerato l’unico criterio di scelta, ma nei prodotti ad alta tecnologia può rappresentare un indicatore importante. Un isolante nanotecnologico richiede materie prime selezionate, controllo della granulometria, qualità delle microsfere, stabilità del legante, prove di laboratorio, assistenza tecnica e procedure di posa coerenti con le prestazioni dichiarate.

Quando il prezzo è molto basso rispetto alla media del mercato, è opportuno chiedersi se il prodotto sia effettivamente di qualità, facilmente applicabile, se disponga di una reale conducibilità termica certificata, se i test siano stati eseguiti da enti terzi accreditati e se la documentazione tecnica sia completa e facilmente consultabile.

Che cosa significa conducibilità termica certificata

La conducibilità termica λ, esprime la capacità di un materiale di trasmettere calore. Più il valore è basso, maggiore è la capacità del materiale di limitare il passaggio del calore per conduzione, a parità di condizioni di prova.

Nel caso degli isolanti nanotecnologici a basso spessore, questo dato deve essere letto insieme ad altri parametri, come la riflettanza termica, l’emissività, lo spessore applicato, il tipo di supporto e le condizioni di posa. Tuttavia, la conducibilità termica certificata resta un dato centrale perché permette a progettisti, imprese e committenti di confrontare i prodotti su una base tecnica più trasparente.

Un valore dichiarato senza un rapporto di prova verificabile ha un’utilità limitata. Un valore certificato da un ente terzo accreditato offre invece un riferimento più solido, perché deriva da prove eseguite secondo procedure riconosciute e non soltanto da dichiarazioni commerciali.

Perché la certificazione deve arrivare da enti terzi accreditati

Per scegliere un isolante termico nanotecnologico è importante distinguere tra una semplice scheda prodotto e una certificazione tecnica. La scheda tecnica può riportare dati utili, ma il valore della conducibilità termica deve essere supportato da prove eseguite da laboratori o enti terzi accreditati.

Questo aspetto è particolarmente importante per tre motivi:

  • consente al progettista di utilizzare dati più affidabili nei calcoli termici;
  • riduce il rischio di scegliere prodotti con prestazioni non coerenti con quanto dichiarato;
  • permette al committente di valutare il prodotto in modo più consapevole, soprattutto quando l’intervento riguarda ponti termici, pareti fredde, condensa, muffa o riqualificazione energetica.

La conducibilità termica certificata non è quindi un dettaglio formale. È uno degli elementi che aiutano a distinguere un prodotto tecnico da soluzioni generiche o non adeguatamente documentate.

Regolamento UE 2024/3110 e DoPC: cosa cambia per i prodotti da costruzione

Il Regolamento UE 2024/3110 introduce un quadro aggiornato per i prodotti da costruzione e rafforza il tema della trasparenza documentale. Tra gli aspetti più rilevanti vi è l’evoluzione della dichiarazione prestazionale verso la DoPC, Dichiarazione di Prestazione e Conformità.

Per chi acquista o prescrive un isolante termico nanotecnologico, questo significa che la documentazione non dovrebbe essere considerata un elemento secondario. Le prestazioni dichiarate devono essere tracciabili, coerenti e disponibili secondo le modalità previste dal nuovo quadro europeo.

La pubblicazione della documentazione tecnica sui canali ufficiali del produttore e del distributore contribuisce a rendere più chiara la filiera e a ridurre il rischio di informazioni incomplete, non aggiornate o non verificabili.

Per questo, prima di acquistare un prodotto isolante, è utile verificare:

  • presenza della DoPC, quando applicabile;
  • disponibilità della documentazione sul sito del produttore;
  • disponibilità della documentazione sul sito del distributore;
  • coerenza tra scheda tecnica, rapporti di prova e prestazioni dichiarate;
  • presenza di prove sulla conducibilità termica eseguite da enti terzi accreditati.

Come valutare un isolante nanotecnologico prima dell’acquisto

La scelta di un isolante nanotecnologico dovrebbe partire da una valutazione tecnica, non solo economica. Un prodotto a basso spessore viene spesso scelto quando non è possibile applicare un cappotto tradizionale, quando lo spazio è limitato o quando occorre trattare superfici complesse come spallette, intradossi, pilastri, soffitti, balconi, fregi o facciate con vincoli estetici.

In questi casi è utile controllare alcuni elementi pratici:

  • da quanti anni il prodotto è presente sul mercato;
  • quale azienda lo produce;
  • quali certificazioni possiede il produttore;
  • se la conducibilità termica è stata certificata da enti terzi accreditati;
  • se la documentazione è pubblica e aggiornata;
  • se esistono manuali di posa chiari;
  • se il prodotto è coerente con il tipo di supporto e con lo spessore disponibile;
  • se il prezzo è compatibile con un prodotto ad alta tecnologia.
Schema comparativo tra isolante nanotecnologico di bassa qualità e alta qualità con diversa concentrazione e dimensioni di microsfere ceramiche

La qualità di un isolante nanotecnologico dipende anche da quantità, qualità, dimensione, distribuzione e omogeneità delle microsfere ceramiche.

Un costo troppo basso può indicare un minore contenuto tecnologico, una quantità ridotta di componenti attivi (come le microsfere ceramiche), una lavorabilità inferiore o una documentazione tecnica non adeguata. Non è una regola assoluta, ma è un segnale che richiede una verifica più attenta.

Manti Ceramic: basso spessore, documentazione tecnica con conducibilità termica certificata e applicazioni in edilizia

Manti Ceramic è una soluzione indicata per interventi di isolamento termico a basso spessore in edilizia, soprattutto quando l’applicazione di pannelli tradizionali risulta complessa, invasiva o non compatibile con il contesto dell’edificio.

Le versioni Manti Ceramic sono studiate per rispondere a esigenze diverse: pareti interne ed esterne, ponti termici, soffitti, superfici orizzontali, facciate, elementi architettonici in rilievo, supporti industriali e superfici dove lo spazio disponibile è limitato.

Savenergy.it propone Manti Ceramic come sistema tecnico da valutare in funzione del supporto, dello spessore applicabile, del problema da trattare e delle prestazioni richieste. In presenza di pareti fredde, ponti termici e rischio di condensa, l’obiettivo non è solo applicare un rivestimento sottile, ma scegliere un prodotto con caratteristiche documentate, posa corretta e dati tecnici verificabili.

La presenza di una conducibilità termica certificata dal TÜV, insieme ad altri parametri come riflettanza termica, comportamento al vapore, reazione al fuoco e istruzioni di posa, oltre alla pubblicazione delle DoPC sul sito di Savenergy.it e del produttore Muszer Automatika, consente di affrontare il progetto con maggiore consapevolezza tecnica.

 

Grafica Manti Ceramic con messaggio sulla conducibilità termica certificata da ente terzo accreditato secondo normativa 2024/3110

Errori da evitare nella scelta del prodotto

Uno degli errori più frequenti è confrontare due isolanti nanotecnologici solo in base al prezzo al litro o al secchio. Questo criterio può essere fuorviante, perché non considera resa, spessore richiesto, densità, numero di mani, preparazione del supporto, durata prevista e prestazioni certificate.

Un secondo errore è accettare valori di lambda non accompagnati da rapporti di prova o da certificazioni rilasciate da enti terzi accreditati. In un settore tecnico come l’isolamento termico, i dati devono essere verificabili.

Un terzo errore è sottovalutare la posa. Anche un prodotto di qualità può non esprimere correttamente le proprie prestazioni se applicato su fondi non idonei, con spessori errati, senza primer quando necessario o senza rispettare i tempi di asciugatura.

Infine, è opportuno evitare prodotti che promettono risultati assoluti senza spiegare condizioni di applicazione, limiti di utilizzo, supporti compatibili e documentazione disponibile.

FAQ – conducibilità termica certificata

Che cosa significa conducibilità termica certificata?

Significa che il valore lambda del prodotto è stato verificato tramite prove tecniche e supportato da documentazione rilasciata da un ente terzo accreditato.

Perché un isolante nanotecnologico molto economico può essere rischioso?

Perché un prezzo molto basso può indicare minore contenuto tecnologico, prestazioni meno documentate o qualità inferiore dei componenti. È sempre necessario verificare certificazioni e rapporti di prova.

La scheda tecnica è sufficiente per valutare un isolante termico?

La scheda tecnica è utile, ma non basta. Per i dati principali, come la conducibilità termica, è preferibile richiedere certificazioni e prove eseguite da enti terzi accreditati.

Che ruolo ha la DoPC nel nuovo Regolamento UE 2024/3110?

La DoPC, Dichiarazione di Prestazione e Conformità, rafforza la tracciabilità delle prestazioni dichiarate dai produttori di prodotti da costruzione e rende più importante la disponibilità della documentazione tecnica.

Manti Ceramic è indicato quando non c’è spazio per un cappotto tradizionale?

Sì, Manti Ceramic è indicato in molti interventi a basso spessore, soprattutto in presenza di ponti termici, pareti fredde, superfici interne, facciate o geometrie complesse dove i pannelli tradizionali risultano difficili da applicare.

Manti Ceramic possiede tutta la documentazione richiesta dal nuovo Regolamento UE 2024/3110?

Sì, Manti Ceramic è in regola con tutto quanto richiesto dal regolamento citato.

Conclusioni – Conducibilità Termica Certificata

Per valutare la soluzione più adatta al proprio intervento di isolamento termico a basso spessore, Savenergy.it consiglia di partire dall’analisi del supporto, dello spessore disponibile e della documentazione tecnica del prodotto.

Per maggiori informazioni sui prodotti Manti Ceramic e sulle soluzioni Savenergy.it per edilizia, isolamento termico e risanamento murario o per ricevere la documentazione tecnica è possibile scrivere a contatti@savenergy.it.

È inoltre possibile visitare e iscriversi al canale YouTube Savenergy.it  👉 @savenergy-manticeramic, dove sono disponibili video su prodotti, applicazioni e temi dell’isolamento termico in edilizia.

Ing. Elena Galeotti – 25 maggio 2026

Isolamento termico a bassissimo spessore con Manti Ceramic

Isolamento termico a bassissimo spessore: la rivoluzione di Manti Ceramic

Un nuovo modo di fare isolamento

Il concetto di isolamento termico sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Se prima i materiali isolanti erano sinonimo di spessori elevati e interventi invasivi, oggi la tecnologia permette soluzioni ultrasottili ed estremamente performanti. È il caso di Manti Ceramic, un prodotto innovativo che unisce nanotecnologia ceramica e efficienza energetica, ideale per chi cerca isolamento termico a bassissimo spessore senza compromessi su resa e durabilità.

Che tu sia un privato che vuole migliorare il comfort della propria abitazione, un professionista del settore edile o un’azienda in cerca di soluzioni all’avanguardia per efficientamento energetico, Manti Ceramic rappresenta una risposta concreta, moderna e vantaggiosa.


Perché scegliere un isolante ceramico sottile?

isolamento termico a bassissimo spessore

Cos’è Manti Ceramic?

Manti Ceramic è un rivestimento termoriflettente a base ceramica applicabile a spruzzo, a rullo o a pennello. Grazie alla presenza di microsfere ceramiche cave, il prodotto è in grado di:

  • riflettere fino all’85% dell’energia solare incidente;

  • ridurre la dispersione termica sia in inverno che in estate;

  • mantenere il microclima interno stabile con un minimo ingombro (spessori inferiori a 1 mm).

Quali sono i vantaggi?

  • Isolamento termico a bassissimo spessore: perfetto per edifici vincolati, ambienti interni abitati o dove lo spazio è limitato.

  • Traspirabilità: evita la formazione di condensa e muffe.

  • Facilità di applicazione: riduce i tempi e i costi del cantiere.

  • Compatibilità con ogni superficie: murature, metallo, legno, cemento, cartongesso.


Un prodotto, infinite possibilità d’uso

Per i privati

Manti Ceramic è la soluzione perfetta per migliorare l’isolamento interno di appartamenti e abitazioni senza dover demolire o rifare intere pareti. Basta una semplice applicazione per ottenere un notevole miglioramento della temperatura percepita e un risparmio tangibile sui consumi energetici.

Per le aziende

In ambito industriale e commerciale, Manti Ceramic si adatta a capannoni, magazzini, container, tubazioni e impianti, offrendo protezione termica e resistenza agli agenti atmosferici e chimici. Ideale per chi cerca efficienza energetica senza interventi invasivi.

Per i professionisti del settore

Architetti, ingegneri e progettisti trovano in Manti Ceramic un alleato ideale per interventi su edifici storici o con vincoli architettonici. Lo spessore ridottissimo permette di rispettare i limiti imposti dai regolamenti edilizi, senza rinunciare alle performance.


Innovare oggi per risparmiare domani

Che tu stia ristrutturando casa, progettando un nuovo edificio o cercando una soluzione smart per isolare un impianto produttivo, Manti Ceramic è la risposta concreta e tecnologica all’esigenza di isolamento termico e bassissimo spessore.

Contattaci su www.savenergy.it per una consulenza gratuita o per richiedere un preventivo personalizzato. Il nostro team tecnico è pronto ad accompagnarti nella scelta della soluzione più adatta alle tue esigenze.

L’IMPORTANZA DI ISOLARE TERMICAMENTE SENZA CREARE UMIDITA’

Uno dei temi più trattati è quello dell’isolamento termico e dei problemi di muffa. Molte analisi sottolineano quali siano le cause dell’umidità e delle muffe nell’interno delle case, ma difficilmente completano l’argomento in maniera esaustiva. Isolare termicamente senza creare umidità è assolutamente importante!

isolare termicamente

L’ obiettivo ormai consolidato da raggiungere è la riduzione delle dispersioni termiche. Nessun intervento di riduzione dei consumi energetici può raggiungere obiettivi apprezzabili senza una drastica riduzione delle dispersioni e questo è possibile solamente con un adeguato isolamento termico delle pareti e del tetto.

ISOLAMENTO TERMICO DEGLI EDIFICI

L’isolamento termico degli edifici, sia per il caldo che per il freddo, viene raggiunto col cosiddetto “cappotto termico”.

Può essere realizzato con materiali molto diversi tra di loro. La presunta formazione di muffe è uno dei problemi spesso indicati come contropartita dell’installazione di un cappotto termico per edifici è la presunta formazione di muffe.

La formazione della muffa in una casa è facilmente spiegabile.

Dipende principalmente dalla combinazione dell’elevato livello di umidità interna agli ambienti e dalla temperatura relativamente bassa della superficie delle pareti interne.

Il primo fattore è generato dall’attività delle persone, magari in numero eccessivo rispetto allo spazio disponibile, dal notevole utilizzo della cucina e dei bagni ecc. Il primo intervento necessario è cercare di evitare che la temperatura superficiale interna, durante il periodo invernale, si abbassi eccessivamente. Per fare questo è necessario fare un isolamento termico, e quindi il “cappotto”.

Fin qui tutto bene.

E’ però necessario aggiungere che la scelta del tipo di materiale potrà permettere il pieno raggiungimento di questo obiettivo, oppure portare con sé alcune conseguenze spiacevoli. Perché va aggiunto che il materiale per isolare deve essere “traspirante”, se si vuole isolare termicamente senza creare umidità. Cosa significa traspirante? Significa che si tratta di un materiale che consenta il passaggio del vapore acqueo. Se una parete viene ricoperta con un materiale poco poroso, e quindi poco traspirante, produrrà un accumulo di condensa. Sappiamo infatti che l’aria si trasforma in gocce d’acqua. La conseguenza di questo sarà un aumento del tasso di umidità e una diminuzione della capacità isolante. L’acqua ha infatti una pessima trasmittanza, cioè lascia passare facilmente il calore.

E’ quindi consigliabile usare i cappotti di sughero, di fibra di legno (materiali naturali traspiranti); oppure un microcappotto nanoceramico, come il Manti Ceramic; oppure ancora il poliuretano.

I materiali di derivazione plastica come il polistirene nelle sue varie declinazioni sono invece da evitare, se si vogliono scongiurare i pericoli di un aumento dell’umidità.

 

COME ISOLARE TERMICAMENTE DALL’INTERNO

Molte persone vorrebbero isolare termicamente dall’interno la loro abitazione, sia perché possiedono appartamenti in condomini che non vogliono fare il lavoro completo, oppure per non intervenire sull’esterno, o per altri motivi. Lo spessore è il problema nel fare un isolamento dall’interno.

isolare termicamente

Gli isolanti tradizionali hanno infatti bisogno di spessori importanti, dai 10 ai 20 centimetri, e questo fatto diminuirebbe lo spazio interno disponibile e costringerebbe a lavori invasivi (presenza radiatori, scatole elettriche, soglie interne delle finestre ecc ecc). La soluzione ideale è sicuramente il microcappotto Manti Ceramic. Anche perchè permette di isolare termicamente dall’interno! Manti Ceramic é un prodotto in due possibili versioni, una in pasta (con applicazione a spatola) e una più liquida (con applicazione a rullo) che consente di realizzare un cappotto di bassissimo spessore, da 1 mm a un massimo di 10 mm (equivalenti all’isolamento di cappotti tradizionali ad alto spessore da 4 a 20 centimetri!).

E’ COMPLETO DI OGNI CERTIFICAZIONE e con potere isolante molto superiore ai classici cappotti termici.

E’ un prodotto che unisce l’effetto di SCUDO TERMICO e LA RESISTENZA TERMICA. Si tratta infatti di un prodotto nanotecnologico ad altissime prestazioni. E’ molto facile da applicare per imprese professioniste.

Inoltre ha molti altri vantaggi che lo rendono ideale per un’applicazione interna. E’ infatti atossico, antimuffa, ignifugo e molto traspirante.

Migliora quindi il comfort interno oltre a dare una notevole capacità isolante sia per l’inverno che per l’estate.

Ciò determina risparmi economici rilevanti su riscaldamento e condizionamento (fino quasi al 50%).

La versione in pasta, chiamata Alta Densità, con applicazione a spatola in più mani, consente infatti di raggiungere i parametri di efficientamento energetico per avere la detrazione fiscale del 65%.

La sola versione liquida, chiamata Media Densità, permette di raggiungere la detrazione del 50% con uno spessore minimo (1 o 2 mm al massimo). Comunque il risultato di coibentazione sarà ottimo . Questa versione consente anche di correggere i ponti termici dei tramezzi interni e della soletta del soffitto nelle parti confinanti con l’esterno.

pare con manti ceramic

 

LA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI CAPPOTTI PER EDIFICI

La sicurezza antincendio nei cappotti per edifici è un tema di fondamentale importanza. La sicurezza è uno degli aspetti spesso sottovalutati nella scelta di un isolante termico per edifici. Eppure, si tratta di un elemento essenziale, che non andrebbe mai trascurato.

sicurezza anticendio

 


La stessa ENEA, nel suo indice ISEA per valutare gli impatti economico ambientali dei cappotti utilizzati, sottolinea come quelli sintetici, in particolare, presentino una serie di gravi criticità che ne limitano l’utilità di utilizzo.

Se poi si aggiunge il tema della sicurezza, balzato in primo piano negli ultimi 3 anni con gli incendi di diversi palazzi (Londra, Milano, Valencia per citare solo i più famosi), ecco che l’utilizzo di isolanti non ignifughi diventa una scelta scellerata e foriera di gravi rischi per i clienti (e per gli stessi progettisti).

Manti Ceramic è il microcappotto che vanta numerosi vantaggi, tutti perfettamente in linea col codice ISEA di ENEA: è infatti traspirante, certificato anti muffa e completamente atossico. Tra i numerosi vantaggi è da sottolineare quello di essere un isolante ignifugo, classe A2, e quindi che rientra nella sicurezza di cui si sta parlando in questo periodo.

Manti Ceramic garantisce la sicurezza antincendio nei cappotti per edifici.

La classe A2 è propria dei materiali ignifughi, cioè incapaci di prendere fuoco, e senza l’aggiunta di additivi ritardanti fiamma, esplicitamente vietati dalla normativa sui vincoli ambientali.

Il microcappotto Manti Ceramic è quindi una scelta corretta anche dal punto di vista della sicurezza, oltre che per quello ambientale, per la velocità di posa, la sua durata nel tempo e l’eccezionale capacità di isolamento termico di cui dispone.

 

 

LA POSA DI MANTI CERAMIC ALTA DENSITA’

Oggi parleremo della posa di Manti Ceramic.

Manti Ceramic è un sistema di isolamento termico nanotecnologico con il grande vantaggio del bassissimo spessore (pochi millimetri), grazie alla somma degli effetti di scudo termico e resistenza termica del reticolo molecolare composto da microsfere ceramiche con il vuoto interno e un legante che ulteriormente inibisce il passaggio del calore.

Uni dei principali vantaggi del prodotto è quello di non essere a pannelli, ma di essere in pasta (nella versione Alta Densità), e quindi applicabile a spatola in più mani.

Questa modalità di posa garantisce un sistema isolante omogeneo e continuo, senza lasciare ponti termici.

Un altro grande vantaggio consiste nella velocità di posa. La posa di Manti Ceramic Alta densità avviene con un terzo, a volte addirittura un quarto, del tempo rispetto a un cappotto tradizionale ad alto spessore.

posa di manti ceramicL’applicazione è infatti abbastanza semplice. Si verifica che il fondo delle murature sia sano (in caso negativo si procede a ripristini, rappezzi o rifacimento dell’intonaco di fondo). Quando il fondo risulti sano (o risanato), dopo un’adeguata pulizia, si applica il fissativo di Manti a rullo o pennello. Appena asciugato, si applica la prima mando i Manti Ceramic Alta densità con una spatola dentata (lo spessore della dentatura dipende dallo spessore finale da raggiungere). Servono almeno 24 ore di asciugatura e poi si procede alla seconda mano con spatola liscia, riempiendo i canali della dentata. A questo punto, fresco su fresco, si applica la rete in fibra di vetro. Si attendono altre 24 ore almeno e poi si procede con la terza e ultima mano, sempre a spatola liscia.

La finitura sopra l’Alta densità deve essere sempre a spessore, e quindi con un intonachino civile traspirante colorato. Si consiglia il Silox Plaster di Savenergy. In alternativa, si può utilizzare la versione a Media densità (con applicazione a rullo in tre mani, tinteggiabile a colore). L’utilizzo della Media densità permette anche di risparmiare non solo sull’intonachino, ma anche sulla quantità di Alta densità, avendo una capacità isolante molto performante.

HUMIBLOCK: LA SOLUZIONE DEFINITIVA PER L’UMIDITA’ DI RISALITA

HUMIBLOCK: LA SOLUZIONE DEFINITIVA PER L’UMIDITA’ DI RISALITA

L’umidità di risalita è un problema comune nell’edilizia che può causare danni strutturali e problemi di salute negli edifici. Si verifica quando l’acqua dal terreno satura i materiali da costruzione, come il calcestruzzo, il mattone o l’intonaco, e si sposta verso l’alto per capillarità. Questo fenomeno può essere causato da diversi fattori, tra cui l’assenza o il malfunzionamento di barriere protettive contro l’umidità, come membrane impermeabilizzanti o strati di impermeabilizzazione sui muri di fondazione.

Una volta che l’umidità inizia a risalire, può causare vari problemi. Innanzitutto, può danneggiare i materiali da costruzione stessi, causando il distacco di intonaci, la formazione di muffe e la rottura dei materiali. Inoltre, può creare un ambiente favorevole alla crescita di muffe e funghi, che possono danneggiare la qualità dell’aria interna e causare problemi respiratori e allergie nelle persone che frequentano l’edificio.

Quando viene riscontrata, produce problemi estetici e di salubrità degli ambienti e, spesso, non si riesce a risolverla se non con interventi con efficacia limitata nel tempo.

Come risolvere il problema dell’umidità di risalita

HUMIBLOCK è un prodotto nanotecnologico dedicato specificatamente all’umidità di risalita che evita la cristallizzazione delle molecole d’acqua che risalgono nei muri e quindi risolve definitivamente il problema.

umidità di risalita

E’ un prodotto con 10 anni di garanzia.

L’applicazione è semplice: va fresata e rimossa tutta la parte ammalorata della parete fino ad arrivare al fondo asciutto.

A questo punto si applica il prodotto Humiblock, che consiste in una pasta da applicare a spatola in due mani con rete. Alla fine si procede a terminare la parete con un intonaco per renderla complanare al resto.

Il prodotto ha un costo contenuto e permette di risolvere uno dei problemi più complessi dell’edilizia.

Savenergy.it srl fornisce un servizio di formazione gratuita per le imprese alla prima applicazione

Per maggiori informazioni consigliamo di visualizzare la pagina del nostro sito internet https://www.manticeramicitalia.it/humiblock/ e il video di posa nel nostro canale Youtube https://www.youtube.com/watch?v=9rvna3d2fOY

BONUS EDILIZI 2024

Nel 2024 i bonus edilizi continuano a rappresentare un importante strumento per incentivare la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli edifici, promuovendo al contempo la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica nel settore delle costruzioni.

Tra le novità del 2024, si evidenziano alcune misure incentrate sulle ristrutturazioni ecologiche e sull’adozione di soluzioni green. Questo include agevolazioni fiscali per interventi finalizzati al risparmio energetico, all’utilizzo di energie rinnovabili e alla riduzione dell’impatto ambientale delle abitazioni.

Inoltre, è importante sottolineare l’attenzione crescente verso la digitalizzazione nel settore edilizio, con incentivi per progetti che integrano soluzioni innovative e tecnologie digitali per una gestione più efficiente delle risorse e dei processi costruttivi.

Per i cittadini e le imprese che intendono avviare interventi di ristrutturazione o di nuova costruzione, è fondamentale informarsi in modo approfondito sui bonus disponibili, sui requisiti necessari e sulle modalità di accesso, al fine di massimizzare i vantaggi offerti dalle agevolazioni fiscali e contribuire allo sviluppo sostenibile del settore edilizio.

bonus edilizi 2024Dopo la fine del Super Bonus 110, quest’anno sono disponibili i seguenti Bonus edilizi:

BONUS EDILIZI PER LE CASE UNIFAMILIARI

EcoBonus del 65% in 10 anni per isolare termicamente le pareti verticali e/o il tetto raggiungendo i parametri previsti di efficientamento energetico. Detrazione massima di 60 mila euro. Questo Bonus è richiedibile usando l’isolamento termico Manti Ceramic Alta Densità (applicazione a spatola per interni o esterni)

Bonus del 50% in 10 anni per ristrutturazioni varie. Detrazione massima di 48 mila euro. Questo Bonus è richiedibile usando il Manti Ceramic Media Densità (applicazione a rullo in interni o esterni).

BONUS EDILIZI PER I CONDOMINI

EcoBonus del 65% o 70% o 75% in 10 anni per isolare termicamente le pareti verticali e/o il tetto raggiungendo i parametri previsti di efficientamento energetico. Detrazione massima per unità abitativa di 60 mila, 28 mila o 30 mila euro. Questo Bonus è richiedibile usando l’isolamento termico Manti Ceramic Alta Densità (applicazione a spatola per interni o esterni)

Bonus del 50% in 10 anni per ristrutturazioni varie.

Detrazione massima di 48 mila euro per unità abitativa. Questo Bonus è richiedibile usando il Manti Ceramic Media Densità (applicazione a rullo in interni o esterni).